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Roulette combien de casino

Roulette combien de casino

Commencez par vous entrainer chez vous ou sur une table gratuite avant de jouer de l'argent. De cette façon, vous allez obtenir de l'assurance tout en vous habituant au jeu. Vous allez également voir ce qui fonctionne le mieux et ce qu'il faut éviter de faire. Pensez à la somme que vous désirez parier et prenez le temps d'examiner les stratégies des autres joueurs. Jouez à la roulette européenne. Évitez de jouer à la roulette américaine, car cette roulette a une case de plus, le Cette case supplémentaire diminue vos probabilités de gagner. Si vous avez le choix, jouez à la roulette européenne et non pas à la roulette américaine, car vous aurez plus de probabilités de pouvoir gagner.

Évitez la roulette en ligne. Si vous désirez jouer à la roulette en ligne, vous devez être particulièrement circonspect. Vous ne désirez certainement pas donner votre argent à un site internet frauduleux. Le site sur lequel vous jouez doit être directement lié à un casino réel ayant une excellente réputation. Le site doit impérativement publier tous les versements qui ont été faits à des joueurs gagnants. Il existe beaucoup trop de sites qui ne font que prendre votre argent. Assurez-vous que le site sur lequel vous souhaitez jouer à un générateur de numéros aléatoires.

Sur certains sites, le système est conçu pour toujours gagner contre vous, si vous le pouvez, demandez leur avis à d'autres joueurs. Sachez quel montant parier. Lorsque vous jouez à la roulette ou à tout autre jeu d'argent, vous ne devez jamais jouer plus que vous ne pouvez perdre. Vous pouvez très vite perdre le contrôle de vos finances, spécialement en jouant à un jeu qui est aussi rapide.

Quand vous avez déterminé la somme maximale que vous allez parier, ne dépassez pas ce montant et ne cédez pas à la tentation de jouer plus. Ceci est certainement plus facile à dire qu'à faire, mais vous pouvez par exemple limiter votre consommation d'alcool afin de mieux contrôler la tentation. Demandez à un ami de noter les sommes que vous pariez et écrivez la somme maximale que vous vous êtes fixée sur un morceau de papier pour ne pas la dépasser. Encaissez vos gains. Si par exemple vous commencez la partie avec euros, si vous gagnez euros, encaissez vos gains immédiatement 50 euros et conservez cette somme en la séparant de la somme que vous pariez.

Continuez de jouer avec euros, si vous perdez vos euros, vous aurez ainsi perdu en réalité 50 euros puisque vous avez conservé les 50 euros que vous avez gagné. En procédant de cette manière, vous pouvez même peut-être ne rien perdre du tout dans le cas où vous avez la chance de gagner autant que le montant initial que vous vous êtes fixé. Jouez l'extérieur. Bien que les gains soient bien moins importants 1: Ne pariez jamais sur les 5 premiers numéros: Une double mise à l'extérieur fonctionne également très bien.

De cette façon, vous avez couvert presque tous les numéros et certains sont même couverts 2 fois! Doublez la mise. Avec cette stratégie, le gain est de 2 fois la mise. Lorsque vous perdez, doublez la mise sur la même couleur jusqu'à ce que vous finissiez par gagner. Cette stratégie s'appelle: Imaginons que vous misez 5 euros sur le rouge et que le noir sorte, vous avez donc perdu 5 euros. Misez maintenant 20 euros sur le rouge. Si le rouge sort il sortira tôt ou tard, il faut simplement continuer en doublant la mise jusqu'à ce que votre couleur sorte , vos gains seront de 40 euros. Comme vous avez perdu 15 euros précédemment, vous gagnez en réalité 5 euros 40 euros moins les 20 que vous avez pariés, moins les 15 que vous avez perdus.

Commencez en misant le montant minimum qu'il est permis de miser sur la table. Attention toutefois, car certaines tables ont un montant maximum que vous pouvez parier, dans ce cas, vous pourriez arriver au montant maximum avant d'avoir gagné. Pour utiliser cette stratégie, vous devez vous assurer d'avoir suffisamment d'argent pour être en mesure de doubler la mise à chaque tour. Essayez la grande martingale. Avec cette stratégie, vous misez comme quand vous jouez avec la martingale classique, mais vous ajoutez chaque fois la mise de départ en plus. Essayez la stratégie de James Bond.

Avec cette stratégie, vous allez parier euros à chaque tour. Vous augmentez ainsi vos possibilités de gagner en diversifiant vos mises. Si la bille s'arrête entre le 19 et le 36, votre gain sera de 80 euros, si la bille s'immobilise sur l'un des numéros du sixtain du 13 au 18 , votre gain sera de euros. Si capisce che iniziammo a parlare di affari. Era sicura che gliene avrei portati da Parigi, in pegno dei suoi brillanti, almeno duemila e anche di più. Se no, sono perduta. Queste notizie ci sono arrivate da Timoféj Petrovitch" aggiunse Polina, "e lui è un uomo molto preciso. Aspettiamo ora la notizia definitiva.

Ma so con certezza che si ricorderà di me nel testamento. Se non mi sbaglio, il generale è già riuscito a farsi prestar denaro da lui. Avete notato che lui, a tavola, per ben tre volte, parlando della nonna l'ha chiamata 'babùlenka,' la 'baboulinka' 4? Che razza di rapporti confidenziali e amichevoli! Non appena saprà che mi toccherà qualcosa per testamento, subito chiederà la mia mano. Era questo che volevate sapere? Credevo che l'avesse fatto da un pezzo Ma il francese possiede poi veramente qualche cosa? Non c'è alcun dubbio al riguardo? Possiede non so quale 'château'.

Ancora ieri il generale ne parlava con sicurezza. Ebbene, siete soddisfatto? Non fosse altro che per il fatto che vi permetto di rivolgermi simili domande e di fare simili congetture, dovete pagarmela. Voi mi siete odioso proprio perché vi ho concesso tante libertà e ancora più odioso perché mi siete necessario. Ma, fino a che mi siete necessario, bisogna che vi tenga da conto. Parlava con voce irritata. Niente di nuovo si è aggiunto da allora. Mademoiselle Blanche diventerà senza dubbio generalessa, naturalmente se le voci sulla morte della nonna verranno confermate, poiché mademoiselle Blanche, sua madre e il marchese, 'cousin' di terzo grado, sanno benissimo che noi siamo rovinati.

Ascoltate e tenete bene in mente:. Quell'ordine di andare alla roulette mi aveva fatto l'effetto di un pugno in testa. Cosa strana: In verità in quelle due settimane di assenza mi ero sentito meglio di adesso, giorno del mio ritorno, anche se durante il viaggio avevo sofferto di una tremenda nostalgia di lei, mi ero agitato come un ossesso e persino in sogno l'avevo continuamente davanti a me. Una volta successe in Svizzera , addormentatomi in treno, mi ero messo, sembra, a parlare ad alta voce con Polina, facendo ridere tutti i miei compagni di viaggio. E ancora una volta, adesso, mi chiesi se la amavo. E ancora una volta non seppi rispondere, cioè, per meglio dire, per la centesima volta risposi a me stesso che la odiavo.

C'erano dei momenti e precisamente ogni volta che concludevamo i nostri colloqui che avrei dato metà della mia vita per strozzarla. Giuro che se fosse stato possibile affondare lentamente nel suo petto un acuminato coltello, credo che lo avrei afferrato con gioia. E nello stesso tempo giuro, su tutto quanto ho di più sacro, che se sullo Schlangenberg, la vetta di moda, lei mi avesse detto: Lo sapevo. In un modo o nell'altro, la cosa doveva decidersi. Mi sembra che fino ad ora mi abbia considerato come quell'antica imperatrice che si spogliava davanti al suo schiavo, non ritenendolo un uomo.

Comunque avevo avuto da lei un incarico: Non avevo tempo di pensare: Oltre a questo era evidente che in quelle due settimane si era accumulato un sacco di fatti nuovi dei quali non avevo ancora idea. Bisognava indovinare tutto, vedere bene in fondo a ogni cosa e il più presto possibile. Ma per il momento non avevo tempo:. Confesso che la cosa mi riusciva spiacevole; nonostante avessi ormai deciso di giocare, non volevo assolutamente farlo per gli altri.

La cosa, anzi, mi sconcertava non poco, ed entrai nelle sale da giuoco con una sensazione molto fastidiosa. Fin dalla prima occhiata, niente là dentro mi piacque. Non posso soffrire la servilità dei "feuilletons" dei giornali di tutto il mondo, e soprattutto quella dei nostri giornali russi, nei quali quasi ogni primavera gli articolisti trattano due argomenti: Nessuna grandiosità e nessuno sfarzo in queste sudicie sale; e, quanto all'oro, non solo non giace a mucchi sui tavoli, ma è tanto se lo si vede qualche volta comparire.

Appena entrai nella sala da giuoco era la prima volta nella mia vita rimasi ancora un po' di tempo senza decidermi a giocare. E per di più la folla mi spingeva. Ma anche se fossi stato solo, anche allora, penso, me ne sarei andato subito e non avrei cominciato a giocare. Per quanto sia ridicolo che io mi aspetti tanto dalla roulette, mi sembra ancora più ridicola l'opinione comune, accettata da tutti, che è assurdo e stupido aspettarsi qualcosa dal gioco.

Perché il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo per far quattrini come, per esempio, del commercio? Comunque decisi, per prima cosa, di osservare tutto attentamente e di non cominciare, per quella sera, niente di serio. Inoltre era necessario che imparassi il gioco poiché, nonostante le mille descrizioni della roulette che io avevo sempre letto con avido interesse, non avevo capito assolutamente niente del suo meccanismo fino a che non avevo visto io stesso.

E non parlo di quelle facce avide e inquiete che a decine, anzi a centinaia, affollano i tavoli da giuoco. Non vedo proprio niente di sudicio in quel desiderio di guadagnare più presto e di più; e ho sempre ritenuto sciocco il pensiero di un moralista sazio e ben provvisto che, alla giustificazione di un tale che "si fanno solo piccole puntate" rispose: Come se guadagno misero e guadagno consistente non fossero la stessa cosa.

E' solo questione di proporzione. Quello che per Rotschild è una miseria, per me è una ricchezza; e, in quanto al fatto del guadagno e della vincita, gli uomini non solo alla roulette, ma dappertutto e sempre, non fanno che strapparsi o vincersi l'un l'altro qualche cosa. Che, in generale, lucro e guadagno siano sporchi, è un'altra faccenda, ma non è qui il caso di risolverla. Una delle cose più simpatiche è quando due persone non fanno tra loro complimenti, ma agiscono in tutta franchezza e con il cuore in mano.

E perché, allora, ingannare se stessi? E' l'occupazione più insulsa e più imprudente che ci sia! Particolarmente odiosa, fin dal primo sguardo, in tutta quell'accozzaglia di gente da roulette, era quell'aria di rispetto per la propria occupazione, quella serietà e direi quasi riverenza con cui tutti stavano intorno ai tavoli. Ecco perché qui si fa una netta distinzione tra il gioco detto di "mauvais genre" e quello permesso alla gente come si deve. Esistono due giuochi: Qui la distinzione è molto rigida, ma com'è vile, in fondo, questa distinzione! In una parola, tutti quei tavoli da giuoco, le roulettes e il "trente et quarante", deve considerarli solo come un passatempo, organizzato esclusivamente per il suo diletto.

Il profitto e il trucco sui quali è fondato e organizzato il banco, egli non deve neanche sospettarli. E sarebbe addirittura assai bello, per esempio, che gli sembrasse che tutti gli altri giocatori, tutta quella gentucola che trema per un "gulden", fossero dei ricconi e dei gentiluomini suoi pari e che giocassero unicamente per distrazione e per passatempo. Una simile assoluta ignoranza della realtà e quell'ingenuo modo di considerare gli uomini sarebbero certo estremamente aristocratici.

Ho visto come molte mammine spingevano avanti innocenti e raffinate "misses" di quindici o sedici anni, loro figliole, e come, fornitele di alcune monete d'oro, insegnavano loro come giocare. La signorina, sia che vincesse, sia che perdesse, immancabilmente sorrideva e si allontanava molto soddisfatta. Usci di nuovo il nero; anche questa volta non prese il denaro e, quando la terza volta venne fuori il rosso, aveva perso di colpo milleduecento franchi.

Sono convinto che si sentiva il cuore stretto e che, se la posta fosse stata due o tre volte più grossa, non avrebbe saputo restare indifferente e si sarebbe palesata la sua emozione. Il vero gentiluomo, anche se perdesse tutte le sue sostanze, non deve agitarsi. I denari devono essere a tal punto più in basso della sua qualità di gentiluomo da non mettere in conto che egli se ne dia pensiero. E' naturale che sarebbe molto aristocratico non notare affatto tutto il sudiciume di quella marmaglia e di quell'ambiente. Potete anche voi farvi pressare in mezzo a questa folla, ma guardarvi intorno con l'assoluta convinzione di essere semplicemente un osservatore e di non appartenervi per niente.

Del resto, osservare con troppa insistenza, non è molto conveniente:. E, in genere, sono pochi gli spettacoli degni di un'attenta osservazione da parte di un gentiluomo! Per quanto si riferisce alle mie intime convinzioni morali, esse naturalmente non trovano posto nelle mie attuali considerazioni. Ma una cosa voglio notare: Ben altro mi dominava La gentaglia gioca veramente in maniera assai sporca. Non sono nemmeno molto alieno dal pensare che qui al tavolo da gioco accadano molte delle più comuni ruberie. I "croupiers" che, seduti alle estremità del tavolo, controllano le puntate e pagano le vincite, hanno un lavoro tremendo.

Ma che razza di canaglie sono pure loro! Per la maggior parte sono francesi. Del resto, io qui osservo e noto non certo per descrivere la roulette; cerco di ambientarmi per me stesso, per sapere come regolarmi nel futuro. Comincia una discussione, spesso si alza la voce ma vedete un po' se siete capace di dimostrare, trovando dei testimoni, che la puntata è vostra! All'inizio tutto questo era per me arabo; indovinavo e distinguevo solo, alla bell'e meglio, che le puntate venivano messe sui numeri, sul pari o sul dispari, e sui colori.

Del denaro di Polina Aleksàndrovna decisi di rischiare, per quella sera, soltanto cento "gulden". Il pensiero che mi preparavo a giocare non per me mi sconcertava. La sensazione era incredibilmente sgradevole e provai il desiderio di liberarmene al più presto. Mi sembrava sempre che, cominciando a giocare per Polina, avrei compromesso la mia personale buona sorte. E possibile che non ci si possa avvicinare a un tavolo da giuoco senza essere subito contagiato dalla superstizione? Cominciai con il tirare fuori cinque federici d'oro 1 , cioè cinquanta "gulden" e li puntai sul pari.

Con una certa qual morbosa sensazione, solamente per liberarmene in qualche modo e andarmene, puntai ancora cinque federici sul rosso: Puntai nuovamente il tutto: Ricevetti quaranta federici, ne puntai venti sui dodici numeri di centro, senza sapere che cosa ne sarebbe venuto fuori. Mi fu pagato il triplo. Cosi i miei dieci federici erano diventati improvvisamente ottanta. Tuttavia puntai ancora una volta sul pari tutti gli ottanta federici e usci il quattro; mi sborsarono altri ottanta federici; e, afferrato tutto il mucchio dei centosessanta federici, andai a cercare Polina Aleksàndrovna. Stavano tutti passeggiando non so in quale parte del parco e non riuscii a vederla che a cena.

Secondo la sua opinione lo avrei compromesso molto se avessi perso una somma forte. Gli risposi in tono asciutto che avevo pochissimo denaro e che, di conseguenza, non potevo perdere in modo troppo appariscente, anche se mi fossi messo a giocare. Mentre salivo di sopra riuscii a consegnare a Polina la sua vincita e le dichiarai che un'altra volta non avrei più giocato per lei. Ma io rifiutai la metà offertami in modo fermo e definitivo e dichiarai che non potevo giocare per gli altri non perché non volessi farlo, ma perché avrei senza dubbio perduto. Tuttavia ieri, per l'intera giornata, non mi disse una sola parola che si riferisse al giuoco.

Il suo modo di fare con me non è cambiato. La stessa assoluta noncuranza nel trattarmi quando ci incontriamo, e perfino qualcosa di sprezzante e di astioso. In genere, lei non cerca di nascondere la sua avversione per me; lo vedo benissimo. Tra di noi si sono stabiliti certi strani rapporti, sotto molti punti di vista per me incomprensibili, se si considera il suo orgoglio e la sua fierezza con tutti.

Lei sa, per esempio, che io l'amo pazzamente, mi permette perfino di parlarle della mia passione e, naturalmente, in nessun altro modo potrebbe esprimere di più il suo disprezzo che con questo permesso di rivelarle senza ostacoli e senza divieti il mio sentimento. Anche prima mi parlava molto dei suoi affari, ma non era mai stata completamente sincera. Non solo, ma nella sua noncuranza verso di me c'erano, per esempio, raffinatezze di questo genere: Ma vale forse la pena di preoccuparsi dei miei sentimenti, del fatto che io mi agito e forse mi tormento e mi inquieto tre volte più di lei, per i suoi crucci e i suoi insuccessi?

Già da tre settimane ero al corrente della sua intenzione di giocare alla roulette. Mi aveva persino avvertito che avrei dovuto farlo al posto suo, perché per lei sarebbe stato sconveniente giocare. Dal tono delle sue parole mi ero subito reso conto che doveva avere qualche seria preoccupazione e non il semplice desiderio di vincere denaro. Che cosa è per lei il denaro in se stesso? Qui c'è uno scopo, qui ci sono circostanze che io posso indovinare ma che, fino a questo momento, non conosco. Si capisce, lo stato di sottomissione e di schiavitù in cui mi tiene potrebbe darmi e spesso me la dà la possibilità di interrogarla io stesso in modo chiaro e brutale.

Ma il fatto è che, pur permettendomi di farle delle domande, non risponde. Certe volte non se ne accorge neppure. Ecco come stanno le cose tra di noi! Ieri si è parlato molto del telegramma spedito quattro giorni fa a Pietroburgo e che non ha avuto risposta. Il generale è agitato e preoccupato, è chiaro; si tratta, naturalmente, della nonna. Anche il francese è inquieto. Ieri, dopo pranzo, per esempio, essi conversarono a lungo e seriamente. Il tono del francese con tutti noi è straordinariamente altero e noncurante. E' proprio giusto il proverbio: Da parecchio tempo conosco alcune delle circostanze che hanno legato il francese al generale:.

Inoltre sono venuto per caso a sapere, in parte, un segreto di famiglia: E chi è questa mademoiselle Blanche? Qui da noi si dice che è una francese dell'alta società che viaggia con la madre e che possiede una sostanza colossale. Si sa anche che è parente del nostro marchese, ma molto alla lontana, una cugina in secondo o terzo grado. Già dall'altro ieri avevo notato come mister Astley osservava mademoiselle Blanche e sua madre.

Mi è sembrato che le conoscesse; e mi è sembrato anche che il nostro francese avesse già prima incontrato mister Astley. Questo ancora lo capisco, ma perché anche mademoiselle Blanche quasi non lo guarda? Tanto più che ieri il marchese si è tradito: In complesso, il generale è in uno stato di grande inquietudine. Anche se mi sembra sicuro che Polina eviti di parlare con me per partito preso, io stesso ho assunto un'aria fredda e indifferente; pensavo sempre che un bel momento sarebbe stata lei ad avvicinarsi a me. Ieri e oggi, in compenso, ho rivolto la mia attenzione soprattutto a mademoiselle Blanche. Povero generale, è perduto, senza scampo! Aggiungete a questo la sua vedovanza, i figli, la proprietà interamente rovinata, i debiti e, infine, la donna di cui gli è capitato d'innamorarsi.

Mademoiselle Blanche è bella. Ma non so se mi si capirà quando dico che ha uno di quei visi che possono fare paura; io, per lo meno, ho sempre avuto paura di donne simili. Deve essere sui venticinque anni. E' alta di statura, con spalle larghe e rotonde; il collo e il petto sono stupendi; la carnagione è olivastra, i capelli neri come l'inchiostro di china e talmente folti che basterebbero per due acconciature. Ha gli occhi neri, con il bianco tendente al giallo, lo sguardo sfrontato, i denti bianchissimi, le labbra sempre truccate; emana da lei odore di muschio.

Veste in modo molto vistoso, ricco, ricercato, ma con molto buon gusto. Ha piedi e mani meravigliosi, e una profonda voce di contralto. Corre una voce strana: Credo che nella sua vita non manchino le avventure. Ma si sa che a Berlino, dove le abbiamo incontrate, lei e la madre avevano alcune conoscenze di gente perbene. Per quanto riguarda personalmente il marchese, anche se io dubito ancora che egli sia marchese, la sua appartenenza alla buona società sia da noi, a Mosca, sia qua e là in Germania, sembra non si possa mettere in dubbio. Non so che posizione abbia in Francia. Dicono che possegga un "château"! Credevo che in quelle due settimane molta acqua sarebbe passata sotto i ponti; al contrario non so ancora con certezza se tra mademoiselle Blanche e il generale sia stato detto qualcosa di decisivo.

E' certo che ora tutto dipende dal nostro patrimonio, ossia se il generale sarà in grado oppure no di mostrare loro molto denaro. Se, per esempio, arrivasse la notizia che la nonna non è morta, sono convinto che mademoiselle Blanche sparirebbe immediatamente. Mi meraviglio e rido io stesso nel costatare come io sia diventato pettegolo! Oh, come tutto questo mi disgusta! Con quale soddisfazione pianterei tutto e tutti!

Ma posso forse allontanarmi da Polina, posso forse rinunciare a starle intorno a spiare? Lo spionaggio certo è spregevole, ma a me che importa? Ieri e anche oggi mister Astley mi è sembrato strano. E' curioso e buffo pensare quante cose possa esprimere lo sguardo di un uomo timido e morbosamente pudico, preso dall'amore, e questo proprio nel momento in cui quest'uomo preferirebbe sprofondare sotto terra piuttosto che dimostrare o esprimere qualunque cosa con la parola o lo sguardo. Mister Astley molto spesso ci incontra alle passeggiate. Si toglie il cappello e ci passa accanto, morendo, si capisce, dal desiderio di unirsi a noi. Ma se lo si invita a farlo, subito rifiuta.

Mi sembra che cerchi l'occasione di parlare con me a tu per tu. Stamattina ci siamo incontrati e abbiamo scambiato due parole. A volte egli parla a scatti. Ancora prima di aver detto "Buongiorno" già esclamava:. Ho visto molte donne come mademoiselle Blanche! A mademoiselle Polina piacciono molto i fiori? Parliamo insieme in un pessimo francese.

Oggi è stata una giornata buffa, scandalosa, assurda. Ora sono le undici di notte. Sono seduto nella mia stanzetta e ripenso alle cose successe. Presi i suoi centosessanta federici ma a due condizioni: E' evidente che il denaro le è indispensabile, e al più presto possibile, per qualche scopo particolare. Mi ha promesso di spiegarmelo, e sono andato. Nelle sale da giuoco c'era una folla spaventosa.

Che gente sfrontata, e come sono tutti avidi! Mi intrufolai tra la folla e mi sistemai proprio vicino al croupier; quindi cominciai un timido inizio di giuoco, puntando soltanto due o tre monete. Intanto osservavo e notavo; mi sembrava che il calcolo in se stesso servisse molto poco e non avesse affatto quell'importanza che molti giocatori gli attribuiscono. Essi se ne stanno seduti davanti a foglietti di carta rigata, segnano i colpi, contano, deducono le probabilità, fanno calcoli e infine puntano e perdono come noi, semplici mortali, che giochiamo senza calcoli.

In compenso ho tratto una conclusione che mi sembra giusta: Succede, per esempio, che dopo i dodici numeri di mezzo, escano fuori gli ultimi dodici; per due volte, mettiamo, la pallina cade su questi ultimi dodici per poi passare sui primi dodici. Uno, tre e due; uno, tre e due. Certi giorni o certe mattine capita, per esempio, che il rosso si alterni con il nero e viceversa, questo senza nessun ordine, a ogni momento, cosicché più di due o tre colpi di seguito non cadono sul rosso o sul nero. Per quanto mi riguarda, perdetti tutto, fino all'ultimo centesimo, e in pochissimo tempo. Penso di aver avuto in mano, in forse cinque minuti, circa quattrocento federici. Sarebbe stato a questo punto il vero momento di andarmene, ma era nata in me una sensazione strana, una specie di sfida al destino, un desiderio di dargli un buffetto e di mostrargli la lingua.

Feci la più alta puntata ammessa, quattromila gulden, e persi. Allora, eccitatomi, tirai fuori tutto quanto mi era rimasto, feci un'altra puntata come quella e persi di nuovo. A questo punto mi allontanai dal tavolo, come istupidito. Non capivo nemmeno quello che mi succedeva, e annunciai la mia perdita a Polina Aleksàndrovna soltanto poco prima del pranzo. Fino a quel momento avevo girovagato per il parco. A pranzo ero di nuovo in uno stato d'animo eccitato, proprio come tre giorni prima. Il francese e mademoiselle Blanche pranzavano con noi.

Questa volta si mise a parlare con me con un po' più di attenzione, mentre il francese, più sbrigativo, mi chiese semplicemente se avevo perduto del denaro proprio mio. Mi sembra che egli sospetti di Polina. Insomma, qui c'è sotto qualcosa. Io mentii subito e dissi che era denaro mio. Gli spiegai che avevo cominciato con dieci federici, che sei o sette colpi consecutivi mi avevano portato, raddoppiando sempre, a cinque o seimila gulden e che poi in due colpi avevo perduto tutto. Tutto questo, naturalmente, era verosimile. Mentre davo queste spiegazioni, guardai Polina, ma niente potei capire dal suo viso. Tuttavia mi aveva lasciato mentire e non mi aveva ripreso; da questo dedussi che dovevo proprio mentire e nascondere che giocavo per lei.

In ogni caso, mi dicevo, è in obbligo di darmi una spiegazione e prima mi ha promesso di rivelarmi qualche cosa. Sospetto che ieri sera tra lui e il francese sia avvenuto un colloquio molto animato. Essi hanno parlato a lungo e con foga di non so che cosa, dopo aver chiuso a chiave la porta. Dopo aver sentito della mia perdita, il francese, in tono caustico e persino astioso, mi fece osservare che bisognava essere più giudiziosi. Non so perché abbia soggiunto che, sebbene i russi giochino molto, tuttavia, secondo la sua opinione, non sanno neanche giocare. Invece il russo non solo non è capace di procurarsi dei capitali, ma li sperpera a casaccio, in maniera scandalosa.

Io ridevo e avevo una voglia terribile di attaccar lite. Giuro che non voglio virtù come queste! Ieri sono riuscito a fare nei dintorni un giro di forse dieci miglia. Ebbene, è precisamente come si legge nei libriccini moralisti tedeschi illustrati; ovunque, in ogni casa, c'è il suo 'Vater' 1 , straordinariamente virtuoso ed eccezionalmente onesto. Io non posso soffrire gli uomini onesti che fa paura avvicinare. Ognuno di questi 'Vater' ha la propria famiglia, e la sera leggono tutti ad alta voce dei libri istruttivi.

Sopra la casetta stormiscono olmi e castagni. Il sole tramonta, c'è la cicogna sul tetto e tutto è insolitamente poetico e commovente Voi, generale, non irritatevi, ma permettetemi di raccontare le cose in maniera un po' patetica Io stesso mi ricordo che mio padre buon'anima, sotto i tigli del giardinetto, leggeva anche lui alla sera, a me e a mia madre, libri di quel genere Posso quindi giudicare di queste cose con cognizione di causa.

Ebbene, ognuna di queste famiglie, qui, è completamente sottomessa e schiava del padre. Tutti lavorano come bestie, e tutti ammucchiano denaro come giudei. Mettiamo che il 'Vater' abbia già messo da parte una certa quantità di 'gulden' e punti sul figlio maggiore per trasmettergli il mestiere o il campicello; per questo non danno dote alla figlia, e lei resta zitella. Sempre per questo vendono il figlio minore come servo o lo mandano a fare il soldato, e aggiungono questo denaro al capitale di famiglia. Tutto questo si fa unicamente per onestà, per un sentimento eccessivo di onestà, al punto che anche il figlio minore, venduto, crede di non essere stato venduto se non per onestà; e questo è proprio l'ideale, quando la vittima stessa è contenta di essere portata al sacrificio.

E poi? Poi succede che neppure per il figlio maggiore le cose vanno bene: E allora pure loro aspettano onestamente e si avviano anch'essi al sacrificio con il sorriso sulle labbra. E intanto le guance di Amalchen si sono incavate e sono avvizzite. Finalmente, dopo quasi vent'anni, il patrimonio si è accresciuto e i 'gulden' sono stati ammucchiati in modo leale e onesto.

Il 'Vater' benedice l'ormai quarantenne figlio maggiore e la trentacinquenne Amalchen dal seno flaccido e dal naso rosso E allora il 'Vater' piange, fa la morale e passa a miglior vita. Il figlio maggiore si trasforma a sua volta in un virtuoso 'Vater' e ricomincia la stessa storia. Dopo una cinquantina o una sessantina di anni, il nipote del primo 'Vater' realizza effettivamente un notevole capitale e lo trasmette al proprio figlio, questo al suo, quest'altro al suo e, dopo cinque o sei generazioni, viene fuori il barone Rotschild in persona oppure Hoppe e Co.

Ebbene, signori, non è forse uno spettacolo meraviglioso? La fatica di un secolo o di due secoli, di generazione in generazione: Che volete di più? Niente è più sublime di questo, ed è proprio da questo punto di vista che costoro iniziano a giudicare il mondo intero e a condannare a morte i colpevoli, cioè quelli che appena appena non somigliano a loro. Ebbene, signori, ecco dunque di che si tratta:. Non voglio essere Hoppe e Co.

A me il denaro è necessario per me stesso, e non considero me stesso come un indispensabile accessorio al capitale. Queste sono le mie convinzioni. Se il nostro generale cominciava a parlare di qualche cosa che fosse un tantino più serio dei soliti discorsi di ogni giorno non finiva mai di dire il suo pensiero. Il francese ascoltava con noncuranza, con gli occhi spalancati. Polina mi guardava con suprema indifferenza. Sembrava che, non soltanto non avesse sentito me, ma neppure una parola di quanto si era detto a tavola. Era insolitamente pensierosa ma, non appena ci alzammo da tavola, mi chiese di accompagnarla a fare una passeggiata.

Prendemmo con noi i bambini e ci avviammo nel parco, verso la fontana. Poiché mi trovavo in uno stato di particolare eccitazione, le lanciai in modo stupido e brusco la domanda: Non avevo mai sentito da lei un simile giudizio su De-Grieux e tacqui, temendo di comprendere la ragione della sua irritabilità.

L'avevo sentito dire, ma non sapevo che si trattasse proprio di tutto. Mi sembra che il generale sia innamorato al punto da arrivare magari a uccidersi se mademoiselle Blanche lo dovesse piantare. Alla sua età è pericoloso innamorarsi. Neanche le convenienze sono state salvate, tutto fatto senza cerimonie.

E' straordinario! Che ve ne sembra, Polina Aleksàndrovna? Perché siete cosi contento? Forse perché avete perduto il mio denaro? Ve lo avevo detto che non posso giocare per gli altri, e tanto meno per voi. Io vi obbedisco in qualsiasi cosa mi comandiate, ma il risultato non dipende da me. Vi avevo preavvertita che non ne sarebbe venuto fuori niente di buono.

Ditemi, siete molto abbattuta per aver perso tanto denaro? Perché ve ne serve tanto? Allora quello che vi serve, prendetelo da me. Sono tanto consapevole di essere ai vostri occhi una nullità che potete benissimo prendere da me del denaro. Non potete offendervi per un mio regalo. Per di più, io ho perduto il vostro. Se volete saperlo, ho semplicemente un debito. Ho preso del denaro a prestito e vorrei restituirlo. Avevo la pazzesca e strana idea che avrei senz'altro vinto qui, al tavolo da giuoco. Non capisco come mai avessi quest'idea, ma ci credevo.

Chi sa, forse ci credevo perché non mi restava nessun'altra possibilità di scelta". E' precisamente come quando chi sta per annegare si afferra a una pagliuzza. Converrete anche voi che, se non stesse per annegare, non scambierebbe una pagliuzza per un ramo di albero Due settimane fa voi stesso mi avete parlato un giorno molto a lungo, della vostra assoluta convinzione di vincere, qui, alla roulette e volevate persuadermi a non considerarvi come un pazzo; o allora scherzavate?

E vi confesso anche che voi, ora, mi avete indotto a pormi questa domanda: So soltanto che ho necessità di vincere e che anche per me è questa l'unica via d'uscita. Ecco perché mi sembra di dover sicuramente vincere. Potete tormentarvi, ma non seriamente. Siete un uomo disordinato e incerto. Per che cosa avete bisogno di denaro? Tra tutte le ragioni che mi avevate esposto, non ne ho trovata nessuna abbastanza seria. Forse al francese? Oggi siete particolarmente rude. Sareste per caso ubriaco? Lo ripeto, sono il vostro schiavo: Non posso soffrire questa vostra teoria della schiavitù! A che scopo mi serve il denaro, mi chiedete? Come, a che scopo? Il denaro è tutto! Perché anche voi arrivate all'esaltazione, al fanatismo Qui sotto c'è qualcosa, c'è uno scopo particolare.

Parlate senza tanti giri di parole, lo voglio! Forse nient'altro che questo: Come otterrete questo? Ecco quello che non voglio, tutti questi stupori e queste perplessità. Poco fa, a tavola, in vostra presenza, il generale mi ha fatto una predica per quei settecento rubli che magari non mi darà neppure. Il marchese De-Grieux mi guarda dall'alto in basso inarcando le sopracciglia e, nello stesso tempo, non si accorge di me. E io, per parte mia, ho quasi una voglia pazza di prendere per il naso il marchese De-Grieux davanti a voi! Se c'è lotta, essa ci innalza e non ci abbassa. Basta che voi supponiate che io, forse, non so comportarmi con dignità. Cioè, io sono magari un uomo degnissimo, ma non so comportarmi con dignità.

Perché i russi sono troppo variamente e riccamente dotati per potersi trovare con facilità una forma decorosa. Si tratta di forma. Noi russi siamo, per la maggior parte, tanto riccamente dotati, che per avere una forma conveniente ci serve la genialità: E' per questo che attribuiscono alla forma tanto valore. Il francese sopporterà un'offesa, una vera e propria offesa, senza batter ciglio, ma non sopporterà a nessun costo un buffetto sul naso perché questo buffetto costituisce la violazione di una forma di convenienza, accettata e perpetuata.

Precisamente per questo le nostre signorine hanno un debole per i Francesi, perché i Francesi hanno una bella forma. Forse anche i galli sono belli. Ma, in conclusione, ho detto un mucchio di sciocchezze, e voi non mi interrompete. Interrompetemi più spesso; quando parlo con voi, voglio dire tutto, tutto. Perdo ogni forma. E sono anche d'accordo nel dire che non solo non ho forma, ma nemmeno alcuna dignità.

Ve lo dichiaro. E non mi importa affatto di non avere alcun merito. Ora tutto si è fermato in me. E voi sapete perché. Nella mia testa non c'è più un solo pensiero umano. Già da molto tempo non so più che cosa accada nel mondo, né in Russia, né qui. Ecco, sono passato per Dresda, e non ricordo come sia Dresda. Voi sapete che cosa mi divora. Poiché non ho alcuna speranza e ai vostri occhi sono una nullità, lo dico francamente: Perché e come vi ami non so.

Sapete che forse non siete neppure molto bella? Figuratevi, non so se siete bella o no, neppure di viso! Il vostro cuore certamente non è bello, e che la vostra mente non sia nobile è molto possibile. Se non me, pensavate di comperare con il denaro almeno la mia stima. Vi ho già detto che trovo difficile spiegarmi. Voi mi schiacciate. Non andate in collera per le mie chiacchiere. Ma, del resto, mi è indifferente, anche se andate in collera. Quando sono lassù, nella mia stanzetta, mi basta ricordare e immaginare il fruscio della vostra veste e mi vien voglia di mordermi le mani.

E perché vi irritate con me? Perché dico che sono uno schiavo? Approfittate, approfittate della mia schiavitù, approfittatene! Voi ridete Forse lei se ne era accorta e faceva apposta ad arrabbiarsi. E glielo dissi. Molte volte mi sento invincibilmente tentato di picchiarvi, di sfregiarvi, di strangolarvi E che credete? Che non si arriverà a questo punto? Voi mi porterete alla pazzia. Pensate che io tema lo scandalo? La vostra collera? Ma che m'importa della vostra collera? Io vi amo senza speranza e so che, dopo, vi amerei mille volte di più.

Volete che vi dica una cosa incredibile? Ogni giorno vi amo di più, anche se questo è quasi impossibile. L'altro giorno sullo Schlangenberg, eccitato da voi, ho mormorato: Se aveste detto quella parola mi sarei buttato. Possibile che crediate che non l'avrei fatto? In vostra presenza perdo ogni amor proprio, e tutto mi è indifferente. Io vedo dentro di voi. Inutile, avete detto? Ma un piacere è sempre utile e un feroce, illimitato potere, sia pure su una mosca, è anch'esso, nel suo genere, un piacere. L'uomo è despota per natura e gli piace torturare. E a voi piace terribilmente Senza dubbio il mio viso esprimeva, in quel momento, tutte le mie insensate, assurde sensazioni. Ora ricordo che effettivamente la nostra conversazione avvenne quasi parola per parola come io l'ho riportata.

I miei occhi si erano iniettati di sangue. Agli angoli delle labbra mi si era raggrumata la saliva. Per quanto si riferisce allo Schlangenberg lo giuro sul mio onore anche adesso:. Se l'avesse detto solo per scherzo, se l'avesse detto con disprezzo, sputandomi addosso Io vi credo" disse Polina con quel modo che soltanto lei sa usare per dire le cose con tanto disprezzo e malignità che, vivaddio, avrei potuto ucciderla in quel momento. Non so Voglio sapere se poco fa avete parlato seriamente. Avete forse paura di me? Li vedo anch'io tutti i pasticci che ci sono qui Che io almeno sappia: Oppure vi vergognate di degnarmi della vostra sincerità? Possibile che vi vergogniate di me?

Vi ho fatto una domanda e aspetto la risposta. Che avrei compassione di voi? Vi sentirete di farlo? Ma no, figuriamoci! Voi, magari, ucciderete per mio ordine, ma poi verrete a uccidere me perché ho osato mandarvi. Si capisce che anche allora consideravo la sua domanda come un mezzo scherzo, come una sfida; eppure lei aveva parlato troppo seriamente. Dopo una cosa simile, che concetto poteva avere di me? Si era ormai oltrepassato il limite della schiavitù e dell'abiezione. Quando si ha un simile punto di vista si innalza l'uomo fino a sé. E, per quanto assurdo, per quanto incredibile fosse stata tutta la nostra conversazione, il mio cuore ebbe un sussulto.

E' arrivata solo da tre giorni. Guardate suo marito:. Vi ricordate come ci osservava l'altro ieri? Andate subito, avvicinatevi alla baronessa, toglietevi il cappello e ditele qualcosa in francese. Invece di tutti questi omicidi e queste tragedie, voglio soltanto ridere un po'. Andate, senza fare tante storie. Voglio vedere come il barone vi bastonerà. Andate, lo voglio. Vi giuro che non mi preoccupo per me, ma per voi e anche Ma che fantasia è mai questa di mandare a offendere una donna? Credete forse che non capisca anch'io che si tratta di una cosa stupida e volgare e che il generale si infurierà?

Ma ho voglia di ridere. E perché, poi, dovreste offendere una donna? Piuttosto bastoneranno voi. E poi ero eccitato, terribilmente eccitato, come se fossi ubriaco E che disordine, che confusione, che stupidità e volgarità A volte mi sembra che la mia mente sia sconvolta. E a volte ho l'impressione di non essere lontano dall'infanzia, dai banchi della scuola, e di fare semplicemente delle monellerie da scolaro. E Polina, sempre Polina! Forse non ci sarebbero monellerie se non ci fosse lei. E non capisco che cosa ci sia di bello in lei! E' alta e ben fatta, solo un po' sottile. Mi dà l'impressione che si potrebbe farne un nodo o piegarla in due.

La forma del suo piede è lunga e sottile, crudele. Proprio crudele. I capelli hanno una sfumatura rossiccia, gli occhi sono veri occhi da gatta Quattro mesi fa, quando ero appena arrivato in casa loro, lei, una sera si trattenne a lungo in sala a discutere animatamente con De-Grieux. Per un sentiero uscii sul viale, mi sistemai nel bel mezzo e attesi il barone e la baronessa. A cinque passi di distanza mi tolsi il cappello e mi inchinai. Ricordo che la baronessa indossava un abito di seta larghissimo, di colore grigio chiaro, con volanti, crinolina e strascico.

E' piccola di statura e di una grassezza straordinaria, con un mento terribilmente carnoso e floscio, tanto che non le si vede per niente il collo. La sua faccia è paonazza. Gli occhi sono piccoli, maligni e sfacciati. Cammina come se facesse un onore a tutti. Il barone è secco, alto. Il suo volto, come spesso si vede nei Tedeschi, è storto e solcato da mille piccole rughe; porta gli occhiali; è sui quarantacinque anni. Le gambe gli cominciano quasi dal petto: E' tronfio come un pavone. Un po' goffo. Nell'espressione di quel viso c'è qualcosa del montone che, a modo suo, sostituisce la profondità di pensiero. Il mio inchino e il cappello tra le mani all'inizio attirarono appena la loro attenzione.

La baronessa navigava direttamente verso di me. Era stata lei, Polina, a ordinarmi di togliermi il cappello, ma mi inchinai e feci la monelleria di mia iniziativa. Che diavolo mi ci ha spinto? Era come se volassi giù da una montagna. Mi girai e mi fermai in ossequiosa attesa, continuando a guardarlo e a sorridere. Il suo volto diventava sempre più scuro. Forse lo turbava il vestito.

Indossavo un abito decente, direi quasi elegante, da persona appartenente alla buona società. Il barone e la baronessa si girarono e si allontanarono quasi di corsa, spaventati. Tra il pubblico, alcuni si misero a commentare, altri a guardarmi perplessi. Mi girai e con il mio solito passo mi avviai verso Polina Aleksàndrovna. Ma non ero ancora arrivato a cento passi dalla panchina su cui lei era seduta che la vidi alzarsi e dirigersi con i bambini verso l'albergo. Per tutta quella sera passeggiai nel parco. Attraverso il parco e poi attraverso un bosco raggiunsi addirittura un altro principato. I nostri occupano nell'albergo due appartamenti: La prima, grande, è un salone con un pianoforte.

Attigua ce n'è un'altra, pure grande: Qui egli mi aspettava, dritto in piedi nel bel mezzo, in un atteggiamento straordinariamente maestoso. De-Grieux stava semisdraiato su un divano. Ma quel tedesco è il barone Wurmerhelm, una persona importante! Siete stato molto villano verso di lui e la baronessa. Già a Berlino mi aveva colpito l'orecchio quel 'ja wohl! Quando oggi ho incontrato nel viale il barone, improvvisamente quel 'ja wohl', non so perché mi è tornato in mente e ha agito su me da eccitante.

Anch'io, vorrete convenirne, ho il mio amor proprio. Mi sono tolto il cappello e ho detto cortesemente cortesemente, vi assicuro: E lo gridai due volte: Ecco tutto. Avevo una voglia pazza di gonfiare quella storia nel modo più assurdo che potessi. E sapete, generale, ne sono pentitissimo. Ma c'è una circostanza che ai miei occhi mi libera persino dal pentimento. In questi ultimi tempi, da due o tre settimane, io non mi sento molto bene: Davvero, mi è già venuto qualche volta un gran desiderio di rivolgermi al marchese De-Grieux e In una parola tutti questi sono i sintomi di una malattia.

Ma il barone e la baronessa sono gente della vecchia generazione, e per di più latifondisti prussiani. Che ne pensate, generale? Non dovrete scusarvi davanti al barone e alla baronessa perché ogni rapporto con voi, anche se basato soltanto sulla vostra preghiera di essere scusato sarebbe per loro troppo umiliante. Capite a che cosa mi avete esposto, egregio signore? Sono stato costretto a chiedere scusa al barone e a dargli la mia parola che immancabilmente, da oggi, voi smetterete di appartenere alla mia casa Noi ci separeremo, egregio signore.

Voi dovete ancora ricevere da me questi quattro federici e tre fiorini, al calcolo di qui. Ecco il denaro ed ecco il foglietto con il conto: Da questo momento siamo degli estranei. A parte seccature e dispiaceri, da voi non ho avuto altro. Ho l'onore di essere il vostro servitore. Mi dispiace molto che voi abbiate avuto delle seccature da parte del barone ma, scusatemi se ve lo dico, la colpa è vostra. Come mai vi siete addossato di fronte al barone la responsabilità del mio gesto? Che significa l'espressione che io appartengo alla vostra casa?

Nella vostra casa io sono semplicemente il precettore, nient'altro. Non sono vostro figlio, non sono sotto la vostra tutela, e voi non potete essere responsabile dei miei atti. Io sono una persona giuridicamente responsabile. Ho venticinque anni, sono laureato, sono nobile e per voi un estraneo. Soltanto il mio illimitato rispetto per la vostra dignità mi trattiene dal pretendere ora da voi soddisfazione e ulteriori spiegazioni per il fatto che vi siete arrogato il diritto di rispondere per me.

Il francese si mise a ridere forte. Il generale nell'ascoltare questa nuova sciocchezza, si prese una terribile paura. Badate, badate a quello che fate, egregio signore, o vi giuro che Anche qui ci sono delle autorità e io Con una parola vi faremo arrestare e mandare via da qui per mezzo della polizia, affinché non attacchiate più brighe! Avete capito, signore? Io non ho ancora cominciato le mie spiegazioni col barone, e voi non sapete assolutamente ancora in che modo e su quali basi ho intenzione di affrontare la questione. Desidero soltanto chiarire la supposizione, per me offensiva, che io mi trovi sotto tutela di una persona che avrebbe un potere sulla mia libera volontà.

Quindi vi agitate e vi inquietate inutilmente. Di nuovo dispiaceri. Dovete convenire che qui io devo comportarmi in maniera particolare, soprattutto adesso! Oh, voi non conoscete tutte le circostanze! Quando ce ne andremo di qui, sono disposto a riprendervi con me. Alekséj Ivànovitch! A volte i russi all'estero sono troppo timorosi e hanno una gran paura di quello che possono dire gli altri, di come li possono guardare e se una cosa sarà più o meno corretta Quello a cui tengono di più è una certa qual forma prestabilita che, una volta fissata, essi seguono servilmente negli alberghi, nelle passeggiate, nelle riunioni, in viaggio Ma il generale si era lasciato sfuggire che oltre a questo c'erano alcune circostanze particolari per cui gli serviva comportarsi in maniera 'particolare'.

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